venerdì 6 gennaio 2012

SVOLTA REVISIONISTA IN CILE

Il governo di centrodestra in Cile vorrebbe riscrivere i libri di storia per quanto riguarda la sanguinosa dittatura di Pinochet (11 Settembre 1973 - 11 Marzo 1990) sostenuta dagli Stati Uniti. Le vittime della dittatura fascista furono trentasettemila.
Il ministro dell'Istruzione infatti vorrebbe scrivere semplicemente regime anzichè dittatura nei libri di storia cileni. Forti, aspre e giustissime le critiche dei vari comitati per i diritti civili oltre che da movimenti di sinistra, comunisti e dall'intera opposizione.
Quella del governo di riscrivere i libri di storia e insulsa e vergognosa e un attacco diretto a tutte quelle vittime, a quelle donne violentate, a quegli oppositori politici torturati e ammazzati dalla sua tirannia. Questa scelta del governo e Un attacco vile a quell'eroico presidente del Cile, Salvador Allende, morto coraggiosamente con il suo fucile in mano nel suo palazzo presidenziale bombardato dall'esercito.

domenica 1 gennaio 2012

UN BUON 2012 DI LOTTA

PERCHE' E' MOLTO MEGLIO FARE LA GALLINA DIVERSA E TENERE IN ALTO LA CRESTA CHE RIMANERE NEL POLLAIO A FARSI BECCARE DA GALLI E GALLINE

venerdì 30 dicembre 2011

LE MADRI DI PLAZA DE MAYO

Il 29 Marzo 1976 in Argentina un colpo di stato ai danni di Isabelita Peron fece andare al potere il generale Jorge Rafael Videla che istauro un durissimo regime sostenuto dagli Stati Uniti.
Il regime di Videla fu atroce, centinaia di oppositori del regime vennero condannati a morte, nelle carceri e nelle caserme i detenuti politici arrestati ricevevano torture e umiliazioni psicologiche e fisiche e di 30000 detenuti politici non si seppe più nulla(i famosi desaparecidos), da alcune testimonianze si dice persino che vennero caricati in degli aerei e navi e scaraventati in mare aperto e lì lasciati annegare. I diritti umani vennero violati come se fosse una cosa normale, elementare. L'atroce regime di Videla finì il 28 Marzo 1981 con una grande festa nazionale. Ogni anno in Plaza De Mayo si riuniscono migliaia di donne, mamme e nonne di quegli oppositori fatti scomparire dal regime o che non si seppe più nulla, e piangono e gridano chiedendo giustizia e verità per i figli scomparsi con i loro famosi foulard bianchi in testa e i loro manifesti con sopra l'immagine dei loro figli.

venerdì 23 dicembre 2011

LA TURCHIA AMMETTA LE SUE COLPE

Il governo turco non riconosce il fatto che in passato ha massacrato un milione e trecento mila armeni durante il primo(1894 - 1896) in cui una forte rivolta armena per chiedere l'indipendenza dalla Turchia ha fatto scaturire una spietata repressione messa in atto dall'impero turco con l'aiuto dei curdi e secondo genocidio (1915 - 1916) messo in atto dall'impero turco che aveva accusato gli armeni di collaborare con i russi durante la prima guerra mondiale con deportazioni di massa di intere famiglie armene in campi di concentramento e lì, la maggior parte, costretti alla fame oppure deportazioni in zone desertiche e lì fatti morire di stenti e questa la causa delle forti contrapposizioni tra la Turchia e l'Unione Europea che chiede che venga riconosciuto tale genocidio. La Turchia ammetta le sue colpe se vuole entrare nell'Unione Europea. Le proteste a Parigi dei turchi contro la decisione del governo francese di mettere il reato di negazionismo per chi nega il genocidio armeno sono inutili e schifose, questi ultranazionalisti devono riconoscere i propri errori, anzi tale reato è giusto per punire chi nega tale orribile genocidio di uno dei popoli più perseguitati della storia.

giovedì 22 dicembre 2011

LA REPRESSIONE CONTINUA

E NESSUNO INTERVIENE

La violenta repressione in Siria da parte dell'esercito contro i manifestanti e costata la vita a 250 persone in tre giorni, il segretario ONU per i diritti dell'uomo dice che i morti nella repressione sale a 5000. I carri armati del regime hanno occupato le principali città della Siria compresa la capitale, le rivolte continuano incessantemente contro l'esercito e il regime di Assad.
La cosa più vergognosa rimane il fatto che questa grandissima repressione violenta non faccia intervenire la NATO e gli Stati Uniti, solo l'ONU e i movimenti per i diritti umani intervengono a parole dure contro il regime siriano. Gli occhi degli Stati Uniti e dell'Europa non sono interessati a tale violenta repressione.
Nemmeno le sanzioni chiedono gli Stati Uniti e l'Europa contro la Siria di Assad. A Cuba si impone un ingiusto embargo perchè c'è il "tiranno" Castro invece nella Siria di Assad non si impongono nemmeno pesanti sanzioni nonostante le sanguinose repressioni dell'esercito contro i manifestanti. Ma daltronde se in uno stato non c'è petrolio non si può 'esportare la democrazia'.

mercoledì 21 dicembre 2011

OH GRILLO.. CHE STAI A DI'..

Ho saputo che giorni fa Beppe Grillo, leader del partito cinque stelle che sta avendo ampi consensi soprattutto tra i giovani, ha detto questa che, spero, sia stata una battuta come le fa lui. Anzi più che battuta una sparata colossale: "Per uscire dalla crisi economica che sta attanagliando l'Italia bisogna uscire dall'Unione Europea, tornare alla lira e nazionalizzare le banche".
Viene proprio da sorridere se penso a quello che ha detto se noi eravamo ancora alla lira non eravamo nella crisi eravamo nel baratro più profondo e soprattutto l'Unione Europea e un salvagente per l'Italia ALTRO CHE USCIRE DALLA UE E TORNARE ALLA LIRA USCENDO DALL'EURO GRAZIE ALL'EURO ECONOMICAMENTE NON SIAMO SFRACELLATI COME LA LIRA.

domenica 18 dicembre 2011

QUANDO SI INTERVIENE?

In Iraq contro la dittatura di Saddam Hussein hanno bombardato e sono intervenuti gli Stati Uniti e la NATO, in Libia contro la tirannia di Gheddafi(ucciso dai ribelli il 20 Ottobre 2011) sono intervenuti i tornado della NATO cha hanno bombardato per mesi la roccaforte del tiranno a Tripoli. In Siria invece contro il regime sanguinario di Assad non si interviene nemmeno con le sanzioni. Il regime ha infatti represso con i carri armati e con l'esercito tutti i movimenti di rivolta popolare nati dalla Primavera araba il 29 Dicembre 2010. Dall'inizio della rivolta nel Febbraio del 2011 hanno trovato la morte 3500 manifestanti e 1000 militari uccisi dai manifestanti. Migliaia di dissidenti del regime hanno cercato la fuga in Turchia moltissimi inutilmente. Daltronde dove non c'è il petrolio non si può 'esportare la democrazia' non è conveniente ai vari presidenti statunitensi e altri leaderini europei che fanno i cagnolini degli Stati Uniti.